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Spettacoli teatrali e concerti nella città di Torino
ALMA 2008
PASSIONI TEATRALI
Spettacoli, laboratori, incontri e scambi a cura di Almateatro
Per festeggiare i 15 anni di attività Almateatro, gruppo teatrale dell’Associazione Almaterra, ha programmato una rassegna di monologhi interpretati dalle più grandi artiste del panorama italiano contemporaneo, artiste particolarmente attente all'universo femminile che, con il loro lavoro, raccontano la passione per la vita, l'impegno civile e la memoria delle donne.
Con questo spirito, unito ad una particolare attenzione all’intercultura e alla ricchezza degli scambi che ne scaturiscono, un gruppo di donne provenienti da diversi paesi (Marocco, Montenegro, Kenia, Argentina, Somalia, Nigeria, Etiopia, Eritrea, Cile, Perù, Colombia, Filippine, Russia, Italia) nel lontano 1993 dà vita ad uno spazio-laboratorio al femminile dove, attraverso il mezzo teatrale, si mettono in comunicazione realtà culturali diverse e in continua trasformazione, si attivano conoscenze e relazioni.
Da questa esperienza nasce il Gruppo Almateatro formato dalle attrici-animatrici-ricercatrici: Sonia Aimiumu, Adriana Calero, Enza Levatè, Suad Omar, Vania Rocha, Vesna Scepanovic, Flor Vidaurre con la direzione artistica di Gabriella Bordin.
L’attività di Almateatro si è dunque dipanata in questi 15 anni non solo attraverso gli spettacoli (13 produzioni ad oggi) ma anche e soprattutto tramite i laboratori teatrali nelle scuole – là dove si costruiscono i legami e si impara a conoscere l’altro da sé - e numerose ricerche e seminari che coinvolgono il tessuto umano e urbano della città. Almateatro collabora con realtà simili per intenti e vocazioni nazionali e internazionali come ad esempio il Festival Internazionale di Cinema delle Donne di Créteil dove saranno presentati i risultati del laboratorio Video Femmes tenutosi a gennaio dal titolo Le ribelli o il progetto Green Belt, che ruota intorno alla vita e all’opera di Matahai Wangari, ministra per l’ambiente keniana che si batte per il rimboschimento delle terre africane alla quale sarà dedicato uno studio nell’inverno 2008. Sempre a dicembre 2008 ci sarà lo spettacolo “Latte di cammella” risultato di un convegno che si terrà a maggio e dell’intervento dell’attrice Suad Omar con i suoi scritti e le interviste raccolte.
Gli spettacoli
Lucilla Giagnoni inaugura il 28 marzo con “Il racconto di chimera”, storia di Antonia condannata al rogo nel 1610 dal tribunale dell’Inquisizione, la serie di monologhi presso la sede di Almaterra. Seguiranno l’11 aprile “Regina” di e con Mariella Fabbris, storia di una polesana scampata all’alluvione del secolo scorso e trasferitasi a Torino, alla continua ricerca di un’identità geografica e affettiva; il 23 maggio “Il racconto dell’età dell’oro” con Laura Curino la visione di un’adolescente sui paradossi umani e sociali degli anni ’70 e infine il 21 giugno “Le mani avanti” con Sonia Aimiuwu, un’ironica carrellata di personaggi famosi e aspiranti tali.
In autunno Almateatro proporrà “Chador e altri foulards”, uno spettacolo intorno al discusso tema del posto occupato nel mondo dalle donne a partire dalle loro esperienze personali e “Tutto compreso”, critica del turismo globalizzato che costruisce artificialmente benessere dove questo non esiste realmente e di quel che succede quando gli esotici “indigeni” diventano poi vicini di casa…
A dicembre 2008 andrà in scena “Scarti”, uno spettacolo sulle discariche urbane e su tre donne che per motivi diversi si trovano scartate dalla società e fanno della discarica la loro casa.
Le fondatrici di Almateatro colgono l’occasione di questo importante compleanno per riflettere sulla strada percorsa in questi 15 anni di attività e sui percorsi futuri. I problemi sono ancora tanti e impellenti: la strada che porta alla visibilità culturale delle donne native e migranti è ancora faticosa. Ma il modus operandi ha dimostrato la sua validità e l’esperienza accumulata unita all’entusiasmo sempre acceso fanno sì che si continui ad affrontare argomenti spinosi superando le difficoltà sovente dovute a politiche culturali poco attente a ciò che si muove sulle linee di confine. Il teatro resta dunque uno straordinario strumento per capire la realtà e l’altro: attraverso la finzione scenica ci si può mettere a nudo e denunciare le finzioni che ci circondano.
Alma 2008 Passioni teatrali
Centro interculturale delle Donne Alma Mater
Via Norberto Rosa 13/a, Torino
011 2464330 – 011 2467002
orario spettacoli: ore 21.00
ingresso: 5 euro
Almateatro
Passioni teatrali 2008
CHI È L’ULTIMA?
21 ottobre 2008, ore 21
Teatro Gobetti
Torino
interpreti: Sonia Aimiuwu, Enza Levatè e Suad Omar
ricerca testi: Sonia Aimiuwu, Enza Levatè, Suad Omar e Elena Ruzza
scenografia: Iole Cilento
immagini video: Chicca Bartolomeo
canto: Sonia Aimiuwu
assistente alla composizione scenica e alla drammaturgia: Elena Ruzza
drammaturgia e regia: Gabriella Bordin
produzione: Almateatro
Nell’ambito del progetto “Aurora: percorsi di consapevolezza e cittadinanza.- Azioni di contrasto e di prevenzione alle MGF (mutilazioni genitali femminili)”, Almateatro presenta al pubblico il 21 ottobre 2008 lo spettacolo Chi è l’ultima?, debutto nazionale al Teatro Gobetti.
L'azione si consuma nella sala d'attesa di uno studio medico e ha per protagoniste 3 donne di diversa nazionalità, somala, nigeriana e italiana. Chi è l’ultima? vuole essere occasione di riflessione sul senso di inadeguatezza, sulle pressioni ed i condizionamenti che le società esercitano sul corpo femminile in Occidente e nei Paesi Africani.
Le 3 donne trascorrono insieme il tempo dell'attesa che le costringe a conversare e ad ascoltare ricordi, considerazioni e dubbi personali difficili da confessare. Il luogo e i motivi per cui sono lì in quel momento le spingono a riflettere su di sè. Si parla di segni indelebili sul corpo, di mutamenti assurdi attuati attraverso la chirurgia estetica, di mutilazioni genitali e di donne che combattono per essere lasciate integre nella mente e nel corpo. Si parla di leggi conquistate dopo anni di lotta per affermare i diritti delle donne.
Il testo teatrale prende spunto da storie reali, raccolte tramite interviste e cerca di tener in considerazione più punti di vista, mettendo in scena le contraddizioni che sovente si riscontrano quando si raccolgono le parole delle donne che hanno subito queste pratiche tradizionali: da un lato il dolore profondo, l'umiliazione, dall'altro l'orgoglio e il ricordo affettuoso e rispettoso delle donne della famiglia: madri, nonne che tramandano e sostengono le mutilazioni genitali femminili per il “bene” delle ragazze, vittime loro stesse di forti condizionamenti sociali.
Il testo mette cerca anche di far emergere la posizione degli uomini delle comunità interessate che, pur imponendo un sistema di controllo feroce sul corpo delle donne (figlie, mogli), da cui fanno dipendere il loro ruolo, parlano di queste pratiche come se fossero “cose fra donne”. Si affronta anche il tema del contesto in cui si vengono oggi a trovare le famiglie migranti .
Svanito il controllo sociale e il sistema di valori a cui ci si riferiva nel paese d'origine, restano i dubbi e gli interrogativi che, sopratutto le donne, si pongono sul seguire o meno le tradizioni. Resta il silenzio, difficile rompere. Insorge il dubbio sui comportamenti da seguire nell'educazione dei figli e delle figlie in un paese diverso da quello in cui si è cresciuti.
Lo spettacolo è una riflessione a tre voci sulla dignità della donna, sul ruolo che oggi essa occupa nel mondo e sul controllo del suo corpo esercitato in nome di “norme societarie” in uso qui e altrove , che raggiungono livelli di violenza inauditi.
IL PROGETTO AURORA: percorsi di consapevolezza e cittadinanza - Azioni di contrasto e di prevenzione alle MGF (Mutilazioni Genitali Femminili)
Il progetto dell' Associazione Almaterra “Aurora: percorsi di consapevolezza e cittadinanza.- Azioni di contrasto e di prevenzione alle MGF (mutilazioni genitali femminili)” - Finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità è volto alla prevenzione e al contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile al fine di contribuire alla loro eliminazione nelle comunità che provengono da paesi con tradizioni e pratiche escissorie, creando una coscienza collettiva sulla violazione dei diritti umani e la discriminazione di genere che esse comportano. Il progetto propone un approccio partecipativo al problema, attraverso il coinvolgimento di tutti i componenti delle Comunità interessate.
L'esperienza maturata ha dimostrato che le soluzioni per eliminare la pratica MGF devono essere individuate in percorsi di informazione, sensibilizzazione e prevenzione.
Solo il dialogo e il confronto possono modificare concretamente quelle pratiche tradizionali che ledono l'integrità fisica e psicologica di bambine e adolescenti.
Questo percorso è il solo che abbia avuto riscontri positivi nelle comunità coinvolte, sia in Africa, sia in Europa, sia in Nord America.
La realizzazione dello spettacolo teatrale, insieme ad altri strumenti quali video, spot e pubblicazioni, si inserisce nella campagna di informazione del progetto rivolta a famiglie, in particolare a donne, delle Comunità interessate a questa pratica, presenti sul territorio italiano o che abbiano un progetto migratorio verso l'Italia e per questo in contatto con le Ambasciate e Consolati Italiani nei paesi d'origine. Si rivolge altresì agli operatori che nel nostro paese vengono in contatto con queste problematiche.
ALMATEATRO
Nel mese di ottobre 1993, un gruppo di donne provenienti da diversi paesi (Marocco, Montenegro, Kenia, Argentina, Somalia, Nigeria, Etiopia, Eritrea, Cile, Perù, Colombia, Filippine, Russia, Italia) diede vita al Progetto Almateatro: uno spazio-laboratorio al femminile dove, attraverso il mezzo teatrale, si mettono in comunicazione realtà culturali diverse e in continua trasformazione, si attivano conoscenze e relazioni.
Da questa esperienza è nato il Gruppo Almateatro formato dalle attrici-animatrici-ricercatrici: Sonia Aimiumu, Adriana Calero, Enza Levatè, Suad Omar, Vania Rocha, Vesna Scepanovic, Flor Vidaurre con la direzione artistica di Gabriella Bordin.
Almateatro che quest’anno festeggia i primi 15 anni di attività ha dato vita a 13 produzioni e a diversi laboratori nelle scuole oltre ai numerosi progetti speciali, ricerche e seminari che riflettono e sottolineano la grande ricchezza legata all’interculturalità senza mai tralasciare i problemi che questa comporta. Almateatro risponde al bisogno di un “fare teatro” che promuova la dimensione civile dell'impegno artistico, che si misuri con una società interculturale, che crei comunità, spazi di esercizio di cittadinanza.
Un teatro necessario per costruire relazioni e scambi tra differenti appartenenze, per dare spazio ad altre lingue, suoni, modi di essere in scena con un risultato artistico “meticcio”.
CHI È L’ULTIMA?
Spettacolo martedì 21 ottobre 2008
Teatro Gobetti
Via Rossini, 8 Torino
Ingresso libero
info: Almateatro
Centro Interculturale delle Donne Alma Mater
Via Norberto Rosa, 13/a – 10154 Torino - Tel. 011/2464330 – 011.24.67.002 – fax 011.20.56.133